A NASO INSU'
Quando devi fare qualcosa che proprio non ti va cerchi sempre uno spunto che intanto ti tiri su il morale.
Ieri, per esempio, mi è toccato uscire nell'afa della mia città con tutta la fretta del caso per rifornire tasche e polmoni di sigarette e nei 50 e non più di 50 metri che ho divorato per raggiungere il tabaccaio di fiducia prima della chiusura scrutavo a terra alla disperata ricerca di un sorriso: nulla, a parte un gatto troppo assorto da un muretto e uno intento ad "impastare" qualche foglia cresciuta nell'asfalto per gentile intercessione di un uccellino di passaggio.
Il ritorno a casa vittoriosa, invece, è stato quanto mai fortunato. E' bastato un attimo e i miei occhi si son proiettati verso il cielo e fra le fronde di una palma cosa ti scorgo?? Una nuvola, tenue, allungata verso l'orizzonte, splendida nella sua semplicità.
Sono rimasta lì, piantata sui miei tacchi al centro dell'asfalto rovente, immobile correvo verso il mio passato a quando ero bambina e stesa sull'erba giocavo con le nuvole, l'onda dei ricordi mi fa immaginare in questa striscia bianca, che nel presente solca il blu, i cavalloni dove con i miei cugini provavo i primi tuffi,era estate come lo è oggi e riesco a sentire l'odore del mare. Intanto qualcosa muta senza che i miei sensi se ne accorgano, gli atomi impercettibili si muovono, i minuti passano e il Sole ormai pronto a salutare compie il nuovo miracolo, la nuvola si allunga verso la Terra e si colora delle tinte di commiato dell'astro: rosa-rosso-nero-passando per il blu-viola. Sono ancora lì immobile che ancora corro, questa volta verso il futuro e verso i sogni, verso l'aurora boreale, il nuovo quadro regalatomi dall'immaginazione, verso i paesaggi Norvegesi e le meraviglie di una natura che a noi cittadini non ci è dato di poter vivere ma da cui un giorno mi farò avvolgere.






